Il Concorso è lieto di segnalarvi il nuovo libro di Kaha Aden (Somalia), che uscirà a settembre per Nottetempo.
Fra-intendimenti è il primo romanzo di Kaha, autrice dello spettacolo teatrale Mettiti nei miei panni.
Nel 1986 quando il padre – uno dei maggiori uomini politici della Somalia contemporanea – era in carcere già da quattro anni, Kaha Aden ha abbandonato il suo paese salvandosi dai venti di guerra che avrebbero sconvolto Mogadiscio e tutta la nazione. In Fra-intendimenti l’autrice ci racconta gli spari che annunciano la guerra civile, le riunioni dei saggi sotto le querce, il profumo di zenzero e cardamomo in una tazza di tè, i soldati bambini in pantaloni kaki, armati per uccidere e razziare. Gli elementi della nuova vita a Pavia, dove studia, sono i documenti per cui bisogna “dare via le dita”, un’identità che non sa più nulla dei poeti, dei guerrieri sanguinari, degli spiriti degli antenati e delle leggende dei clan. Un mondo di colf, collegi di suore, uffici immigrazione senza interpreti, padroni di casa diffidenti, un mondo in cui il nero è il colore della prostituzione. Questi racconti danno voce a una Somalia di famiglie allargate, di madri padrone, di anziani saggi e di animali parlanti, a cui risponde un’Italia, di contraddizioni, burocrazia e ambigua accoglienza. Una nuova scrittrice, uno sguardo nuovo per descrivere il difficile passaggio fra due mondi che caratterizza il nostro tempo.
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27lug
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17giu
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E’ uscito nelle librerie il nuovo romanzo di Monica Vodarich (Croazia), terza classificata con Florence e il suo mondo parallelo della V edizione del Concorso Lingua Madre. Il villaggio brucia, la vecchia si pettina, edito da Aletti, “è una storia sconvolgente che affronta il tabù dell’incesto”. Una bambina abusata diventata adulta dovrà fare i conti con i fantasmi del passato che ritornano per trascinarla nell’incubo.
“…Lei non era figlia di Dio. Oramai l’aveva capito. L’aveva chiamato, invocato, pregato, ma lui non aveva mosso un dito per aiutarla. Dio non ha braccia e dita, non ha gambe per correree veloce e non ha muscoli da mostrare.
Dio è mente e spirito.
Lei sapeva come diventare mente e spirito proprio come Dio.
Dotty testa e dotti corpo.
Proteggere la “Dotty testa” era diventato lo scopo della sua vita…“ -
17giu
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Di Moira Luraschi
Il nuovo fenomeno della letteratura postcoloniale in lingua italiana pone particolarmente l’accento sul tema dell’identità, intese come identità ibride, frutto di incontri e di scontri al tempo del colonialismo italiano. Autrici come l’italo-etiope Gabriella Ghermandi e Igiaba Scego e Cristina Ali Farah, ambedue di origine somala, ripropongono però questo stesso tema anche alla luce del nostro presente: le identità ibride, infatti, si rispecchiano oggi anche nelle storie di vita dei migranti che si trovano a vivere nel nostro paese. Da un’analisi dei romanzi di queste autrici, sembra che il colonialismo e la migrazione producano gli stessi effetti sulle persone che vivono sulla propria pelle l’incontro tra culture. Si tratta dunque di un tema che riguarda sia il nostro passato che il nostro presente. Leggi tutto »
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16giu
Pubblichiamo la poesia di Vilma Morillo Leon, “Il libro ti parla”.
Vieni! Posso farti compagnia
Leggimi!Voglio abbracciarti con le mie parole
Ad ogni pagina lettaLa mia anima è aperta
E la tua sarà con mePrendimi e mano nella mano
Andremo in un mondo che vorrestiCon mio titolo e recensione
Avrai un’idea dove saremo insiemePerò ti farò delle sorprese
Sognerai, imparerai, riderai, piangerai
Come tu volevi…Saremo soggetti al flutto del mare delle nostre anime
Alte e veloci onde correranno verso la spiaggia
Altre volte tornerai indietro dove sono nateForse mi cullerò per il bene o per il male
Nei meandri dei tuoi pensieri.
Vilma Morillo Leon (Venezuela) è autrice del Concorso Lingua Madre (il suo ultimo racconto – “La Madama”, verrà pubblicato su Lingua Madre Duemiladieci – Racconti di donne straniere in Italia) e da poco è Consigliere Comunale di Ponzano, il paese del Monferrato dove vive, oltre ad essere membro del Consiglio del Direttivo del Parco Naturale del Sacro Monte di Crea. -
15giu
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Sabato 12 giugno al Borgo Medievale (Parco del Valentino, viale Virgilio 107, Torino) si è svolto il laboratorio Tabboulè, bagnacauda e pollo d’oro. Dalle ricette medievali alla cucina multietnica dei nostri giorni, ultimo appuntamento del ciclo di incontri “Parole fra donne”, realizzato dal Concorso e dalla Fondazione Torino Musei.
Un percorso di scoperta, attraverso i sensi, di piante, erbe medicinali e aromi da cucina. Così è iniziato l’incontro, grazie a una visita guidata al giardino orto botanico del Borgo Medievale. A questa si sono legate le letture animate di racconti tratti dal Concorso Lingua Madre e si è dato avvio ad un laboratorio circolare, al fine di riproporre le modalità di incontro e condivisione tipiche della cultura orale femminile. Le donne partecipanti sono state invitate a raccontare a turno una ricetta, un sapore o un ricordo legati ai cibi a loro più cari. Sono stati rievocati, così, affetti e momenti speciali, luoghi e origini differenti, incroci e ibridazioni. E se la “pizza egiziana”, proposta da una bambina della cosiddetta “seconda generazione”, ha confermato la valenza culturale del cibo, in quanto espressione identitaria e veicolo d’incontro e scambio tra i popoli; altri piatti, ricchi e profumati hanno richiamato alla memoria storie e aneddoti, saperi ed esperienze tra mashi egiziano, impanate e zippole sarde, gnocchi in salsa rosa, alici marinate, brodo di gallina, zabaione, latte e formaggi genuini. Ricordi fortemente legati a figure di madri, nonne, zie e sorelle – maestre in cucina e nella vita – a riprova del valore affettivo, culturale e politico, della genealogia femminile.Leggi i pensieri e guarda le foto del laboratorio realizzate da Paola Marchi, Carla Massimetti e Brunella Pernigotti
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07giu
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Debutterà il 10 giugno a Padova lo spettacolo teatrale Elena Lucrezia Cornaro Piscopia – prima donna laureata nel mondo, scritto da Maurizia Rossella Perandin, autrice del Concorso Lingua Madre (il suo racconto, Senza voce, è contenuto in Lingua Madre Duemilaotto – Racconti di donne straniere in Italia).
Emozionante monologo, con un linguaggio semplice e immediato, mette in luce il carattere e la personalità della protagonista, oltre al composito mondo culturale, sociale e politico della seconda metà del XVII secolo in Veneto. lo spettacolo disegna il ritratto di una donna straordinaria che, dietro la vocazione alla severità, nasconde un temperamento orgoglioso, ribelle e appassionato.
Quando alle donne era consentito soltanto il matrimonio o il velo, Elena Lucrezia intraprende un cammino nuovo, si consacra allo studio e alla passione intellettuale. Con la sua laurea all’Università di Padova in Magistra Philosophiae, è consacrata alla storia come emblema di ogni riscatto femminile.
Interpretato da Lucia Schierano
Regia: Rudj Maria Todaro
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03giu
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Continuiamo a pubblicare i racconti delle ragazze e dei ragazzi del Liceo Gobetti che hanno partecipato insieme alle loro insegnanti Cristina Bracchi e Patrizia Moretti ai laboratori di narrazione e scrittura organizzati dal Concorso Lingua Madre.
Ecco il sedicesimo racconto:
L’avventura di Anisha
Di Hélène Tonnelé
(Classe I C)Qualche anno fa, mentre aspettavo all’aeroporto per prendere il volo Malpensa- Ibiza, ho incontrato un gruppo di signore che parlavano e, tra queste voci, ne emerse una che sembrava voler attirare l’attenzione. Apparteneva ad una donna piccola di statura, con capelli corti, e sulla cinquantina d’anni. Incuriosita, ascoltai la storia di questa signora. Era il 1959 quando nacque e venne accolta dai due genitori nella penisola araba. Leggi tutto »
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28mag
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Continuiamo a pubblicare i racconti delle ragazze e dei ragazzi del Liceo Gobetti che hanno partecipato insieme alle loro insegnanti Cristina Bracchi e Patrizia Moretti ai laboratori di narrazione e scrittura organizzati dal Concorso Lingua Madre.
Ecco il tredicesimo racconto:
Fin da bambina
Di Arianna Moglia
(Classe III C)Fin da bambina avevo sempre temuto che un giorno, mio padre, mi potesse dare la spiacevole notizia di dover preparare i bagagli perché avremmo dovuto traslocare; infatti, a causa del suo lavoro, c’era sempre stata l’eventualità di dover cambiare città.
Nonostante questa mia paura non avevo mai veramente compreso che cosa potesse significare per me abbandonare i familiari, gli amici e la mia amata città. Non pensavo che sarebbe stato così difficile salutare tutti, ma comunque ero certa che mi sarei ribellata, che sarei riuscita in qualche modo a non partire. Leggi tutto » -
25mag
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Sabato 22 maggio a Palazzo Madama (Piazza Castello – Torino) si è svolto il laboratorio Chitarra, liuto e bongo – Dalla musica medievale alle percussioni africane, terzo appuntamento del ciclo di incontri “Parole fra donne”, realizzato dal Concorso e dalla Fondazione Torino Musei.
Ad introdurre il tema della giornata, le letture animate di racconti tratti dal Concorso Lingua Madre e la testimonianza diretta della cantante e suonatrice congolese Dorcas Mpemba, la quale ha ricordato, tramite le parole e la musica, la condizione di marginalità e subordinazione delle donne del suo Paese, condizione che riguarda e accomuna, più in generale, le donne di tutti i luoghi e le latitudini.
Tanti i brani da lei eseguiti, come Hassabia, in cui si canta la necessità di riconoscere alle donne il diritto ad esprimersi liberamente e senza il “filtro” maschile, Rafikj, “Amico” nella traduzione italiana, Kamulang, in italiano “Gioia”, motivo della tradizione popolare congolese, cantato dalle donne durante i lavori domestici, oltre ai brani Malaika e Pata Pata della cantante sudafricana Miriam Makeba.
Nella seconda parte del laboratorio si sono analizzate due canzoni italiane.
Le signorine da marito è un esempio di una canzone da spettacolo leggero, in cui le donne vengono rappresentate in modo frivolo e superficiale.
Dirindina la malcontenta è invece una ninnananna della tradizione popolare italiana che vede la protagonista della canzone vittima di violenze domestiche.
Una volta ascoltati i due brani (scarica Le signorine da marito), le partecipanti sono state invitate a riscrivere le canzoni secondo l’ottica di genere, sulla base dei loro ricordi, suggestioni o esperienze personali.Il prossimo appuntamento sarà sabato 12 giugno al Borgo Medievale e avrà come tema “Tabboulè, bagnacauda e pollo d’oro. Dalle ricette medievali alla cucina multietnica dei nostri giorni”.
Leggi i testi e guarda le foto a cura di Brunella Pernigotti e Carla Massimetti di Badnightcafè Leggi tutto »
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25mag
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Continuiamo a pubblicare i racconti delle ragazze e dei ragazzi del Liceo Gobetti che hanno partecipato insieme alle loro insegnanti Cristina Bracchi e Patrizia Moretti ai laboratori di narrazione e scrittura organizzati dal Concorso Lingua Madre.
Ecco il decimo racconto:
Radici e movimenti della mia famiglia
Di Giulia Macchia
(Classe III C)I genitori di mio padre sono di origine pugliese e sono arrivati a Torino, quando lui era già nato, per trovare lavoro.
Quando abitavano in Puglia, mio nonno Giovanni faceva il contadino, mentre mia nonna Michelina aveva un negozio. Nel 1961 è nato mio padre e, non bastando più i soldi che guadagnavano, mio nonno si trasferì da suo fratello, in Svizzera, per cercarsi un lavoro che portasse a casa più soldi. Leggi tutto »